Dal 6 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026 il MuPa accoglie la nuova mostra di 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐃𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐬𝐬𝐨: un viaggio cosmico tra arte, scienza e umanità, accompagnato dalle musiche originali di 𝐹𝑎𝑏𝑟𝑖𝑐𝑒 𝑄𝑢𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜𝑡𝑡𝑖.
Ma questa non è solo una mostra: è un capitolo della storia del MuPa.
Un museo che negli ultimi anni è diventato casa per i ragazzi, spazio di accessibilità, luogo in cui la cultura arriva davvero a tutti.
Le 23 tele di Dell’Osso, realizzate con pigmenti e polvere di meteorite, raccontano le grandi figure della storia e ricordano che ogni traccia umana conta, anche la nostra.
Domenico Dell’Osso è un artista pugliese considerato tra i protagonisti del pop-surrealismo italiano. Le sue opere uniscono immaginazione, simbolismo e introspezione, spesso attraverso la figura di un omino stilizzato che rappresenta l’essere umano nelle sue emozioni più profonde. Attivo dagli anni ’90, espone in Italia e all’estero ed è noto per uno stile visionario e raffinato che trasforma scenari onirici in racconti sull’identità e sulla condizione umana.
Ventitré grandi dipinti, composti con pigmenti e polvere di meteorite, formano un percorso che riflette sul rapporto tra la persona e ciò che la supera. Dell’Osso non cerca la celebrazione, ma la vicinanza: figure come Galileo, Marie Curie, Leonardo e Martin Luther King emergono da scenari cosmici come presenze chiamate al dialogo. La loro firma, collocata al centro, diventa un segno spontaneo, quasi un invito a un contatto diretto. In basso ricorre il piccolo personaggio dell’artista, che attraversa ogni opera come un pensiero ostinato.
L’esposizione avvolge senza ricorrere allo spettacolo. Le ventitré tele dialogano con il paesaggio sonoro creato da Fabrice Quagliotti, leader dei Rockets: tracce indipendenti che si sovrappongono e mutano a seconda degli spostamenti del pubblico. Ogni presenza modifica l’ambiente, trasformandolo in uno spazio che reagisce come una sostanza sensibile.
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