La mostra ha riunito tre artiste unite da una forte sensibilità visiva ma definite da linguaggi distinti.
Elisa Anfuso ha proposto immagini sospese tra realtà e immaginazione, dove il figurativo dialogava con simboli interiori.
Silvia Berton ha indagato la soglia tra presenza e dissolvenza, con figure che emergevano e svanivano in un equilibrio sottile.
Eliana Petrizzi ha portato una pittura poetica e introspettiva, in cui la luce rivelava emozioni e memorie.
Insieme, hanno costruito un percorso che attraversava i confini tra sogno e realtà, rendendo visibile ciò che spesso rimane nascosto. La mostra, sostenuta da Liquid Art System, ha offerto al pubblico un’esperienza intima e visionaria.
La mostra ha riunito tre artiste accomunate da una forte sensibilità visiva, ciascuna con un linguaggio personale e riconoscibile.
Elisa Anfuso, nata a Catania e formata all’Accademia di Belle Arti, realizza pitture sospese tra sogno e inconscio. I suoi simbolismi, la leggerezza del tratto e la sospensione temporale danno vita a figure femminili malinconiche immerse in atmosfere ovattate e poetiche, condensando emozioni, dubbi e meraviglia in un surrealismo visionario.
Silvia Berton, nata a Marostica, fotografa e pittrice autodidatta, ha sviluppato uno stile minimalista ma carico di significato e forza narrativa. Le sue immagini, sospese tra realtà e sogno, evocano atmosfere misteriose e seducenti che invitano a fermarsi, riflettere e lasciarsi assorbire; le sue opere sono state esposte in città italiane ed europee come Milano, Mantova, Brescia, Genova, Copenaghen, Nizza e Rotterdam.
Eliana Petrizzi, originaria di Avellino, esplora la metafisica contemporanea attraverso paesaggi simbolici e figure sospese in attesa. La luce modella sfondi e volti emergenti dal buio, creando composizioni poetiche in cui astrazione e onirismo si fondono, trasformando gli spazi visivi in riflessioni interiori.
Insieme, le tre artiste hanno costruito un percorso visivo che attraversa i confini tra sogno e realtà, visibile e nascosto, offrendo al pubblico un’esperienza intensa, contemplativa e profondamente evocativa.
La mostra propone figure femminili sospese tra realtà e immaginazione e paesaggi simbolici immersi in atmosfere oniriche. Opere fotografiche e pittoriche di grande impatto emotivo conducono lo spettatore in composizioni che invitano alla riflessione, all’introspezione e alla sospensione temporale. Attraverso un dialogo tra visibile e invisibile, tra emozione e poesia, tra presenza e assenza, ogni lavoro racconta una storia senza svelarne mai completamente il finale. In sintesi, la mostra si configura come un viaggio sensoriale e contemplativo tra le diverse declinazioni del sogno, della percezione e della memoria.
L’esposizione avvolge senza ricorrere allo spettacolo. Le ventitré tele dialogano con il paesaggio sonoro creato da Fabrice Quagliotti, leader dei Rockets: tracce indipendenti che si sovrappongono e mutano a seconda degli spostamenti del pubblico. Ogni presenza modifica l’ambiente, trasformandolo in uno spazio che reagisce come una sostanza sensibile.